Il cisto è un arbusto tanto diffuso nell’area mediterranea che meriterebbe l’onore di interi giardini monotematici (un po’ come avviene per le eriche in Inghilterra). In passato era molto apprezzato per la sua resina balsamica chiamata ladano, che, a leggere i racconti degli antichi, come Erodoto o Plinio, veniva raccolta in maniera davvero singolare, e precisamente “pettinando” la lana delle capre e dei caproni e, in particolare, le barbe di questi ultimi. I caproni, infatti, passando attraverso i cespugli di cisto, si imbrattavano con la loro resina, che veniva poi recuperata e venduta sotto forma di pallottoline aromatiche. Un metodo di raccolta meno originale si serviva di una specie di rastrello di cuoio che veniva passato sui cespugli di cisto.
L’utilizzazione del ladano, comunque, è antichissima e risale agli Egiziani, esperti in balsami e profumi: alcuni studiosi pensano perfino che quella specie di finta barba che i faraoni portavano sotto al mento, fosse proprio una di quelle famose barbe ricche di ladano e tagliate ai caproni!