La pianura di Maratona, sede della battaglia forse più famosa dell’antichità è legata a “màrathon”, nome greco della pianta di finocchio selvatico che vi cresceva rigoglioso. Forse in ricordo della forza e della determinazione dimostrata da quei valorosi guerrieri, i gladiatori mangiavano semi di finocchio in abbondanza prima di entrare nell’arena. Un riferimento ancora più antico a questa modesta pianticella risale addirittura al dono del fuoco, fatto da Prometeo agli uomini. Secondo il mito, le preziose braci rubate a Zeus furono infatti nascoste da Prometeo nel fusto cavo di un finocchio selvatico. Con queste credenziali non stupisce che la pianta sia legata dalla tradizione alla buona sorte, tanto da trovare posto in formulette scaramantiche del tipo “occhio e malocchio prezzemolo e finocchio”.