Lo si può vedere su alcune ripide pareti di roccia, sulle mura diroccate di un vecchio castello, sui resti di imponenti rovine romane, oppure, semplicemente, sui contrafforti di sostegno di qualche tratto autostradale.
Ognuno di questi luoghi, apparentemente impervio e inospitale, può esibire, invece, un bel cespuglietto ricadente, nato da semi trasportati dal vento, e abbarbicati tenacemente alle fessure che contengono un po’ di terriccio. Stiamo parlando della pianta del cappero, un vero scalatore di pareti verticali, che ravviva le vecchie pietre con le sue cascatelle di foglie sempreverdi. A cominciare da giugno, poi, al verde delle foglie si aggiunge la bellezza dei grandi fiori profumati, apprezzati, per motivi più…concreti, anche dai gastronomi. I saporiti capperi che, conservati sotto sale, guarniscono tanti piatti nostrani, non sono altro, infatti, che i boccioli dei fiori non ancora schiusi.